Nota sul linguaggio
L’autore non è il padrone assoluto dei suoi personaggi.
Può decidere eventi positivi e negativi, la loro vita e la loro morte, ma nulla può riguardo al loro modo di esprimersi.
Una persona incolta difficilmente potrà parlare un italiano corretto mentre per un letterato sarà quasi obbligatorio fare sfoggio di congiuntivi. Un romano o un napoletano infarciranno necessariamente i loro dialoghi con espressioni molto colorite, mentre uno straniero, nella maggior parte dei casi, userà un linguaggio semplice e una sintassi improvvisata.
Nelle varie stesure dei miei libri ho fatto la scelta di rendere il linguaggio coerente con il livello culturale dei personaggi, ho abbassato il livello dei dialoghi e drasticamente eliminato molti ghirigori. Ho voluto evitare l’errore, rilevabile in tanti film e fiction, di far parlare un rifugiato appena sbarcato in Italia con un linguaggio colto e perfetto. Ho eliminato molti congiuntivi e frasi troppo arzigogolate quando a parlare è un personaggio con scarsa cultura. In alcuni casi ho volutamente aggiunto degli errori, gli stessi che si possono rilevare ascoltando dialoghi per strada, al bar oppure leggendo tanti (troppi) post sui social.
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